LANGHE. IL MIO PERCHE'.


Mi riaffaccio, per condividere con voi il nostro breve tour nelle Langhe, terra a me sconosciuta ma che mi ha regalato emozioni forti, a cuore, a palato e a pancia.
Non parlo di ricette questa volta, ma ugualmente di cibo e di vino sperando di regalarvi spunti per poter trascorrere un bellissimo week end.
Ottobre è sicuramente il mese migliore per visitare questa terra che offre ai suoi avventori i vini nuovi, il termine della vendemmia, la raccolta del tartufo e i formaggi preparati con latte che sa di erba fresca.
I colori dell'autunno ti circondano, e i sorrisi affaticati dei viticoltori ti confortano.
Siamo partiti venerdi mattina, e dopo quattro ore di viaggio, siamo arrivati a Canelli, in provincia di Asti.
Avevamo prenotato la visita alla cantina storica dei Fratelli Gancia, lo storico marchio che detiene la primogenitura delle bollicine "Made in Italy", ma avevamo ancora tempo per pranzare con calma.
Così consigliati da un amico siamo arrivati all'Osteria Scacciapensieri di Flavio Ponchione. Un locale delizioso, intimo e raccolto, dove Flavio accoglie i suoi ospiti con sapienza e preparazione e quelle due chiacchere che allietano e aumentano l'acquolina prima del pasto.


Acciughe al verde, insalata con toma e noci, e una selezione accurata di formaggi con marmellata di peperoni e cugna ci hanno fatto cadere ai piedi di questo ristorante. Il tutto accomapagnato da un ottima bottiglia di Bacco d'Oro - Contratto, spumante brut metodo classico, con uvaggio di Pinot Noir e Chardonnay.
Leggermente fruttato, con sentori di mandarino è un vino da ricordare e da ribere sicuramente.


Osteria Scacciapensieri
Via G.B. Giuliani 10/14
14053 Canelli (Asti)
Tel. 0141 823532

Arriviamo quindi alla passeggiata nelle cantine sotterranee di Casa Gancia, che rappresentano un patrimonio di architettura dedicato all'enologia. Esse si snodano e si conservano nel sottosuolo della città di Canelli e sono state riconosciute dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Questi sotterranei sono perfetti per l'affinamento e la  lavorazione del vino perchè scavate nel tufo calcareo, che permette di mantenere una temperatura costante intorno ai 12-14 gradi.
Potrete passeggiare al loro interno, istruiti da personale competente, ammirare la Pressa Marmonier, vasche in acciaio e circa 300 barriques, respirando quel profumo di vino che invade l'anima.





Per visitare le cantine storiche contattare Casa Gancia al numero  0141 - 830262 oppure
 tramite mail indirizzata a: 
franco.ferrero@gancia.it

Siamo passati poi all'Enoteca per la degustazione degli spumanti che Carlo Gancia ha creato nel 1850, di ritorno da un viaggio in Francia, dove andò per acquisire le conoscenze per mettere in pratica il suo ambizioso progetto, ovvero quello di creare il primo spumante italiano, utilizzando il modello di produzione dello Champagne.
E' nel 1865 che prende vita il primo Spumante Italiano Metodo Classico fermentato in bottiglia.
Claudio, gestore dell'enoteca Gancia ci ha proposto una degustazione della Cuveè Metodo classico in base ai mesi di affinamento sui lieviti. Siamo partiti da un 18 mesi, passando da un 24 mesi per arrivare a un 60 mesi, secondo me il più completo, il tutto accompagnato da un tagliere di salumi e formaggi piemontesi.
Una vera fatica per noi ricominciare a bere e a mangiare subito dopo pranzo. :)

Abbandoniamo la cantina Gancia e ci dirigiamo verso l'agriturismo dove avevamo prenotato, La Traversa, a Neive, che oltre ad essere uno dei borghi più belli d'Italia, è situato in una posizione strategica per visitare le Langhe, in quanto vicinissimo ad altri centri di interesse culturale ed enogastronomico.
L'agriturismo è situato in uno splendido contesto di dolci colline, in particolare la collina Starderi, noccioli e vigne. Ogni camera è dedicata ad un vino, che i proprietari Flavio e Franco producono nella loro cantina, ed è arredata con gusto e amore.
Qui è possibile passeggiare tra i vigneti storici di uve Nebbiolo, dalle quali si ricavano i vini Barolo e Barbaresco, mentre nei mesi estivi è presente una bellissima piscina attrezzata.
Non da sottovalutare la colazione ricca e abbondante con torte fatte in casa e un assortito vassoio di formaggi e salumi da gustare con pane, e marmellate.


Agriturismo La Traversa
Via Pellisseri 12 - Neive
Tel. 0173-67279

Il mattino seguente, svegli di buon ora, siamo ripartiti alla ricerca di una cappella, precisamente la Cappella del Barolo, località Brunate, una piccola chiesetta mai consacrata, dipinta in omaggio al vino Barolo, da due artisti. L'americano Sol Lewitt ha dipinto l'esterno, mentre l'inglese David Tremlett l'interno.
Il risultato finale colpisce per i suoi colori forti e vivaci in contrapposizione alle verdi colline piemontesi sullo sfondo.

Ripartiti lungo i sentieri e le stradine che si snodano nella campagna, siamo arrivati a La Morra, in provincia di Cuneo, paese divenuto "ricco" grazie all'oro rosso, il vino Barolo, per l'appunto. La neonata associazione Eventi & Turismo cerca di coordinare il flusso turistico con iniziative del tutto nuove come "Cantine Visitabili" coordinate dall'Ufficio Turistico sito in Piazza Martiri, sotto l'ala piccola, dove sono in visione e vendita le nuove guide "Vivere La Morra". (Fonte Wikipedia)
Qui, dopo una bella passeggiata nel centro storico, ci siamo fermati alla Cantina Comunale di La Morra, dove per tutti i sabati di ottobre e il primo di novembre i produttori della zona di Barolo propongono ai "Wine lovers" tutti i loro vini in degustazione. ( 10 euro l'ingresso).
Qui, tutte le info.


Da ricordare e segnare nella Moleskine, la Barbera della cantina Ellena, fruttato e dolce. Un vino da bere giovane che non richiede invecchiamento; il Barolo 2009 della cantina Oddero (odderoluigi@alice.it), non invadente e nemmeno troppo tannico. L'unico degustato che non mi abbia fatto pensare che comunque il Barolo è un vino duro, potente e di grande personalità che però affascina e richiede al palato una sensibilizzazione al suo aroma di viole, di sottobosco, vaniglia e spezie.
Segnalo anche il Barolo 2009 "Roere" della Cantina Monchiero, ricavato da uve del Cru nei vigneti de La Morra, invecchiato tre anni in botti di rovere.


Dopo aver acquistato grissini e biscotti siamo ripartiti direzione Bra.
Arriviamo all'ora di pranzo, trovando una città deserta, con negozi chiusi e nessun ristorante o osteria ben identificabile dove mangiare!
Finalmente però veniamo ripagati e incontriamo "Il Garibaldi", una caffetteria, Bistrot e ristorante. Moderno, propone cucina tradizionale ben curata e una cantina ben assortita.
La ragazza che ci accoglie è disponibilissima nel darci informazioni preziose riguardo al nostro itinerario e ci consiglia bene sul menù.
Scegliamo quindi, vitello tonnato, acciughe al verde, frittelle di porri e salsiccia, battuta al coltello condita e anche qui una selezione di formaggi con marmellate di accompagnamento, tra cui una toma stagionata e un blue di capra deliziosi.


Ristorante Garibaldi
Corso Garibaldi 7
12042 Bra
Tel. 0172 055 232

 Proprio la ragazza del ristorante ci consiglia un caseificio dove acquistare formaggi e ci indirizza all' Azienda Agricola di Gallarate Marco, Bra, dove veniamo accolti con grande ospitalià da una famiglia sorridente e cordiale che lavora con passione, per un piccolo mercato, puntando sulla qualità e sulla freschezza dei loro prodotti. Potete trovare un vasto assortimento di formaggi di pecora, dalla ricotta al blue, passando per le tome di diverse stagionature.


Azienda Agricola Sonia
Strada Montelupa 3
12042 Bra


Continua...

NOODLES DI PRIMAVERA

Noodles

Questa primavera ha deciso di essere dispettosa e capricciosa, come una donna volubile, che promette, anticipa e poi ritrae la mano, cambia idea e si nasconde.
Ehhh..io la capisco molto bene questa primavera e sento che avrebbe voglia di esplodere, di lasciarsi andare al ritmo proprio della stagione, ma nun gliela fa'...
E così cerco di vedere i fatti da un altra prospettiva, soluzione ottimale quando si vedono le cose in maniera negativa e nefasta. Si perchè ogni avvenimento della nostra vita, ogni incontro, ogni persona che incrociamo, ha un lato che può svelare la soluzione che cerchiamo.
Io abbastanza cocciuta persevero nel osservare la mia vita così come me la propongono, come me la modificano, e spesso non mi piace quello che ho tra le mani. Ma se mi sforzo di cambiare angolazione, la trovo quella luce che mi fa capire che comunque sono su una strada percorribile.
E vi dirò anche che spesso guardando anziche' dall'alto o dal basso, guardando di lato mi sorprendo a sorridere perchè mi accorgo che mi sono state offerte carte vincenti da giocare.
Sfrutto quindi le verdure di stagione, che di acqua ne hanno presa, non si può negare, e sono belle rigogliose, verdi e croccanti.
Quest noodles di farina di grano duro hanno sposato volentieri il sugo di asparagi, piselli e cipollotti novelli, invitando anche spezie robuste come il cumino e la curcuma, che fanno sempre la loro bella figura.
Infiltrati dell'occasione dei funghetti champignons cotti al vapore, che non hanno disturbato la cerimonia mangereccia, anzi hanno contribuito a renderla migliore.

asparagi e piselli

Ingredienti per due:
100 gr di noodles di farina di grano duro
10 asparagi
100 gr di piselli freschi
2 cipollotti novelli
100 gr di champignons cotti l vapore
2 cucchiai di olio di sesamo
1/2 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di semi di cumino

Portare a bollore acqua per la cottura dei noodles. Salare.
Versare l olio di sesamo in una padella e farvi tostare i semi di cumino e la curcuma.
Aggiungere nella padella i gambi degli asparagi tagliati a rondelle, poi i piselli e i funghi. Fare cuocere per alcuni minuti.
Per ultimi aggiungere le punte degli asparagi e i cipollotti tagliati a spicchi. Non gettate i gambi dei cipollotti, ma tagliateli a rondelle e aggiungeteli al sugo.Salare.
Scolare i noodles mantenendoli bagnati dalla loro acqua di cottura e saltarli nella padella con le verdure, aggiungendo se serve acqua di cottura, perchè tendono a seccarsi in fretta.


BUCHI DA RIEMPIRE

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Vi capitano mai nella vita eventi che oltre a travolgervi vi lasciano dei buchi, invisibili agli altri, ma forti e presenti dentro di noi?
A me sono capitati e porto questi buchi come cicatrici...Ad alcune di loro mi sono affezionata, fanno parte di me e mi contraddistinguono come la donna che sono oggi, altre, di cicatrici proprio faccio fatica a toccarle e sentirle.
Sono una donna con dei buchi, e non tutti li voglio riempire, perchè quei buchi mi fanno sempre riflettere...mi ci infilo dentro e cerco delle risposte, che non sempre trovo, ma per rappresentano quello che per altre persone può essere il rifugio di una preghiera, di una camminata all'aperto, di una bevuta solitaria...
Sono paragonabile a una fetta di formaggio svizzero insomma :)
Per quanto problematica e contraddittoria, difficile da comprendere, inafferabbile e quant altro, io mi piaccio così, sono davvero fiera dei miei voli pindarici, dei miei viaggi mentali, dei miei buchi..

E' vero che l'immagine di riempire questi vuoti con il cibo, penso sia abbastanza comune nella mente di ognuno di noi. Il cibo è conforto, gioia, recupero.
Poi sarebbe divertente capire quale tipo di cibo si presta a questo compito, nelle nostre diverse esperienze di vita.

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Io per esempio ricorro quasi sempre alla Creme Brulèe, oppure a una bella bistecca al sangue..Mi sento proprio meglio..dopo.
E anche questi gnocchi hanno avuto su di me un effetto terapeutico. Semplici, poveri nella loro perfezione, rappresentano un piatto tradizionale, che riempe la pancia e i sentimenti. E riempe anche i buchi, almeno per un pò..


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GNOCCHI DI PATATE ALLE ACCIUGHE

Dosi per 3 persone:
800 gr di patate a pasta gialla ideali per gnocchi, magari biologiche ancora sporche di terra ;)
1 uovo piccolo
1 pugno di farina
acciughe intere sottosale

Lessare le patate con la buccia finchè non diverranno cedevoli alla forchetta. Passarle allo schiacciapatate ancora con la buccia, questa rimarrà all'interno del nostro utensile e non in mezzo alle patate.
Salare leggermente, aggiungere l'uovo intero e la farina e impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo e sodo.
Ricavare dall impasto piccole porzione che tireremo con l'aiuto delle mani in filoncini dello spessore di 2 cm, dal quale tagleiremo con il coltello dei grossi gnocchi dai lati in diagonale.
Se necessario aggiungere altra farina, tutto dipende dalla qualità delle patate che utilizzerete.
Lessare gli gnocchi in abbondante acqua, senza salarla, e appena galleggeranno in superficie,scolarli.
Le acciughe andrebbero pulite prima della cottura degli gnocchi, passandole sotto acqua corrente, e semplicemente privandole della lisca ( operazione semplice che riesce aprendo la pancia delle acciughe con le dita).
Saltare gli gnocchi in una padella con un cucchiaio di acqua di cottura e le acciughe.
Servire caldissimi.


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